D-KGAI


D - KGAI  mai così lontano

 

Ci allineiamo sulla pista di Celle (vai al sito),  un prato, dove i miei occhi immaginano i MC-109 che volano lì durante la II guerra mondiale, e ora siamo noi lì a dare motore per provare il Motorfalke.

 

 

Il pilota che ci porta in volo, è un signore anziano con un cappello da ferroviere che si diverte un sacco a volare sul “suo” Meno, lui lo conosce nei minimi dettagli, lo cura sia in hangar che in volo.

Il mezzo è preciso, stabile, sia strutturalmente che nel motore. Atterriamo, io e Vito ci guardiamo, OK è un affare la giornata è stupenda, partiamo subito.

Dopo la burocrazia telefoniamo in alcuni aeroporti, sembra che il tempo a sud, sud-ovest sia brutto, allora è a sud-est che andiamo. Allendorf la nostra prima meta, 219 Km.

    1. Siamo di nuovo in volo un po’ spaesati ci dirigiamo verso sud, tenendoci Harmansulla destra, guardando avanti a me penso se mai riusciremo a vedere il fumo dell’Italsider.

Ma devo restare concentrato sulla navigazione e sulle comunicazioni, la visibilità è decisamente peggiorata, il ceiling è basso e iniziano i primi rilievi, il terreno è tutto uguale, difficile prendere dei riferimenti sulla carta, la strumentazione per navigare è scarsa, non c’è nemmeno la pallina! E quando il segnale del GPS se ne va abbiamo bisogno di fare un paio di 360° per fare il punto della situazione. Davanti a noi una collina abbastanza alta che entra nelle nubi, ci chiediamo se è ancora sicuro continuare, o forse è meglio tornare a Celle dove probabilmente ci stanno aspettando.

  1. Il segnale torna, il punto sulla carta è giusto. Davanti a noi c’è un centro di volo a vela, si continua, passiamo da una valle all’altra, un fiume e un sacco di fattorie e campi di volo, alla fine ecco Allendorfsu di un altopiano, pista in asfalto 11/29, un giro per vedere il vento e scendiamo.

Non c’è nessuno. Frame Uli ed altre persone che puliscono davanti alla club house ci dicono che l’aeroporto è chiuso, e ci chiedono da veniamo e dove vogliamo andare.

Noi rispondiamo che arriviamo da Celle e che vogliamo andare in Italia. Loro si guardano sbigottiti e fanno una grossa risata, poi un po’ dispiaciuti (per la risata), ci offrono la possibilità di hangarare e ci danno un passaggio in hotel.

Alla sera siamo entusiasti della nostra prima vittoria e della macchina. Il paesino dove stiamo è perfetto, un posto da fata, incontriamo anche alcuni italiani che lì hanno aperto un bar.

 

Il giorno dopo è brutto, involabile, anche solo per fare tach an go sul campo, forse domani sarà meglio, ci dicono in aeroporto, torniamo a piedi dall’aeroporto all’hotel, in teoria sono 5 Km ma passeggiando per la campagna tedesca sotto la pioggia sembrano il doppio.

In albergo facciamo il punto della situazione e decidiamo di muoverci verso sud. La, i WPT sulla rotta sono: Jossa, Werhreim, Hanumwraussen, Weipetshofen, Schafolde e Illertisen per un totale di 355 Km. Ma guardando fuori dalla finestra ci sono sì e no 50 metri.

Nella notte mi alzo almeno quattro o cinque volte per vedere se il cielo cambia, poi mi sveglia la luce rossa del sole sull’orizzonte, è l’alba. Il celing è altissimo. Visibilità spaziale. Si vola!

Partiamo a piedi verso l’aeroporto, facciamo carburante e si parte. Voliamo alti evitando i CTR e sotto di noi un sacco di ventilatori per l’energia eolica e sorvoliamo foreste a perdita d’occhio, grosse come da Novi a Biella, ma queste distanze non ci scoraggiano nemmeno con vento contro. 

 

Ora siamo agli ultimi 100 Km del nostro volo, ma improvvisamente la distanza davanti a noi si copre di nubi.. Restiamo soli in quell’oceano di cotone, è bello, sì, ma se piantasse motore, o molla il GPS, dove cadiamo?

Sotto di noi c’è un aeroporto, proviamo ad entrare sotto per cercarlo, le nubi arrivano molto vicine al terreno più di quel che si intravedeva dal di sopra, non lo troviamo e giriamo dentro questa vallata. Alla fine eccolo lì. OK. Andiamocene via ora, qui non va bene.

Attraversiamo le nubi tenendo come riferimento il sole. Eccoci di nuovo fuori, è meglio cambiare destinazione.

Ad una ventina di Km c’è un punto dove c’è visibilità. È una striscia pianeggiata riparata e una serie di rilievi. Atterriamo lì.

Siamo a Henback, facciamo subito carburante e in torre parliamo con un ragazzo che ci consiglia di passare dal lago di Costanza per aggirare la nebbia e le nubi che ristagneranno nel sud della Germania fino a primavera. Ci consiglia Danauseen come aeroporto da usare come tappa è ben attrezzato e con l’albergo.

Il tempo è ancora buono e ci separano solo 130 Km. Sono le 14,00, ce la possiamo fare.

Voliamo su una serie d’altopiani senza foschia, sorvolando castelli e i primi campi innevati.

Atterriamo per la 36 e dopo avere fatto carburante, parcheggiamo sul prato a fianco al piazzale dove c’è un bimotore e uno stupendo Antonov 2.

 

Alla sera ceniamo con trota alla griglia con salsa di funghi, cipolle e speck e come al solito, birra!

Al mattino ci alziamo presto. Per volare la giornata è buona, ma il nostro motoaliante giallo è coperto da uno strato di ghiaccio. Dopo averlo pulito, ci dirigiamo verso la Svizzera sopra il lago di Costanza. Come passiamo il confine due caccia F5 ci sfrecciano davanti, atterriamo A Flugplaz per fare carburante. Ci accorgiamo che oggi però attraversare le Alpi e atterrare a Bolzano è impossibile, il vento ad Innsbruck è 25 Km e a Bolzano piove.

Proviamo domani, così passiamo la giornata in Austria a mangiare pezzel, bere birra e cercare un paio di mutande della misura di Vito, le quali sono difficilissime da trovare in quei posti solo che dopo aver provato in un supermercato e in un negozio di tende abbiamo desistito.

è Mercoledì. La signora dell’albergo ci accompagna in aeroporto. Si è appena alzata la bruma, ma la giornata è buona.

 

Decolliamo e ci incamminiamo seguendo l’autostrada per Innsbruck. Andiamo sempre più alti grazie a Vito che sfrutta le tecniche del volo a vela. Riusciamo a fare 9000 ft in mezzo ai monti innevati.

Attraversiamo la zona di Innsbruck e arriviamo sul Brennero. Tutto coperto in basso nella valle, ma proviamo ad andare ancora giù verso Bolzano. Ora le nubi sono alte e si vede il fondo valle.

Scendiamo e dopo una lunga serie di burocrazie, ci rendiamo conto di essere a casa. Siamo felici.

Decidiamo che oggi forse possiamo arrivare a Parma. Discendiamo giù, verso il lago di Garda e arriviamo di nuovo nella pianura dove la visibilità cala e la copertura scende molto. Ecco Cremona, forse possiamo arrivare a Novi.

Le condizioni sono brutte ma c’è abbastanza visibilità, basta stare bassi e così troviamo anche il tempo di giocare scoprendo un cimitero di aerei.

Passiamo Voghera e poi Tortona, seguiamo bassi l’autostrada poi, ecco Pozzolo e il fumo dell’Italsider, il campo.

 

Faccio un basso passaggio poi prende i comandi Vito che dopo un altro passaggio mette la ruota a terra, l’aereo pattina sul fango per un attimo, ma riesce a tenerlo diritto.

Parcheggiamo davanti all’hangar, a casa.

 

    

           Michele Albertario

 

 

 

Vola il Bambi


Vola il ... Bambi  -  

Ottobre 2002, 

una carrellata di foto per fissare questa grande giornata... 

...il primo volo.

Il Comandante Modena, lascia che Mario Puppi completi l'ispezione... mentre Robbiano insieme al nostro Capo Officina Carlo Bianchi, riflette sulle ultime modifiche da effettuare prima del collaudo



Uno sguardo in cabina mette in risalto la completezza della strumentazione e i dettagli delle rifiniture

Ormai tutto è pronto... la consegna dei documenti ufficiali... ancora un check e il Bambi, pilotato dal Comandate Robbiano, rulla verso la testata 36...

è il momento magico... il Bambi sfreccia deciso e accompagnato dalle luci del  tramonto, Robbiano si gode il suo primo volo...

...fantastico !!!

 

Brevetti, le foto di Gruppo


 

Cena sociale 2004


 

 

Cena Brevetti 1 Maggio 05


  L'organizzatore della cena... mia belandi!Il Taglio della torta               
                     La vera protagonista...
            Le aquile novelle... Occhio nei cieli!!  

Esami 31 Maggio 05


Esame, finalmente ! 

 

Il gruppetto di 6  (ex)  'allievi' di cui faccio  parte aveva gia'  'passato'  la teoria in un nevoso giorno di fine febbraio . Ma di sostenere la prova pratica.... non se ne parlava, nessuna notizia per tre lunghi mesi. Mesi passati a volare ed a tenersi in allenamento, anche in giornate in cui  nessuno si sognava di presentarsi in linea , con sguardi eloquenti dei 'bravi' (ma dove vai in una giornata cosi' ?) .

 

Ecco che finalmente la situazione si sblocca ; settimana prossima, esame martedi' !

cosi' eccoci di nuovo con i nostri pazienti istruttori Vittorio e Giuseppe  a provare viti, stalli,  manovre di emergenza, sentendo vivo l'effetto 'esame' ( e che non sono ormai piu' un ragazzino, ma sono anni che non ne sostengo uno ...).

 

Domenica sera, quello che e' fatto e' fatto, siamo pronti ( gli istruttori ci rassicurano, ma sara' vero ?) un flash : il briefing di teoria prima dell'esame !! dopo tre mesi molte cose , molte definizioni sono un po' appannate... lunedi' spendo alcune ore a ripassare il Bergomi .

 

Eccoci martedi' mattina : arrivo in areoporto.... per primo ! non c'e' ancora nessuno. E pensare che vengo da Genova ! faccio due passi sulla pista, cerco di prevedere quello che succedera'. Per fortuna dopo poco un altro 'collega' arriva :  sappiamo che l'esaminatore verra' solo al pomeriggio, ma pensiamo di fare un volo prima, magari...

 

Alle 11 ci siamo tutti, ed arriva una telefonata : l'esaminatore sara' in ritardo , ci sarete fino alle 20 vero ? Ovviamente si, ma siamo un po' sperduti. Il tempo passa in un'atmosfera dantesca : vaghiamo per il club, tra la pista ed il bar, in chiacchiere, lavoretti sugli alianti, ognuno immerso nei propri pensieri.

Ecco, e' arrivato ! briefing. l'emozione ci fa brutti scherzi, scommetto che avremmo avuto dubbi se ci avessero chiesto a bruciapelo la data di nascita... Ma l'esaminatore e' simpatico, ci mette a nostro agio, a volte sembra che 'incolpi' il nostro istruttore di quello che non sappiamo...

 

anche questo e' finito, via, in linea. chi va prima ? ci dividamo in due gruppi di tre : i 'lunghi' ed i 'corti' (ovvero quelli che non hanno bisogno dello schienale del ASK21, e quelli di cui ne hanno bisogno..) io faccio parte del secondo gruppo.

 

Parte alberto per primo ( e chi ci prova a fermarlo ?) tutti con il naso all'insu'.. ( a che quota sgancia ? quello era uno stallo ? fa la vite o no ? e' gia' in prenotazione ?) poi arriva a terra; veloci, il prossimo. 

Mi vengono in mente tutti gli errori che potrei fare, mi preparo con il 'seggiolino' come primo del secondo gruppo... ecco, pollice alzato, vai ! L'agitazione del momento mi fa scambiare un salto da 'buco' per il decollo.. un pollice di barra, nooooo! ero ancora lento ! l'esaminatore percepisce ( o non sara' stata una mia parolaccia scappata ? ) il mio nervosismo e comincia a chiaccherare, cosi' il traino prosegue tranquillo. Sgancia lui, basso, mi dirigo verso la pista chiedendomi cosa mi chiedera' di fare... ma cosi' basso ? ecco, vuole vedere cosa faccio a questa quota!  tringolino giallo, traverso la pista verso la prenotazione ( si', mi sono ricordato di fare la notifica...) circuito, virata finale lunga con correzione, mi do' del cretino....tocco terra.... arriviamo in fondo... mentre sto per aprire la cappottina mi da' la notizia : ok, promosso !!! scendo con le ginocchia che tremano, non me ne rendo ancora conto, ma dopo un anno dall'inizio del corso sono finalmente un pilota !!!

 

Marco Vladiskovic

 

Esami 14 Agosto 2006


Una vigilia fuori…dal Comune!!

Lunedì 14 Agosto 2006, Riviera di Levante. Un caldo letto in una mansarda a due passi dal mare. Suona la sveglia (ne avevo messe due per sicurezza). Sono le 4.30 del mattino.

La mia dolce compagna si desta per un momento e mi sussurra “…Ma sono le quattro e mezza? Vai a quel paese tu e i tuoi amici!”, ma prima di girarsi dall’altra parte mi dà un bacino e mi ripete per la quattrocentesima volta di “stare-attento-e-in-bocca-al-lupo-ma-non-potevo-dedicarmi –ai-tornei-di-briscola-o-al-limite-al-ping-pong?”.

Mi alzo, prelevo il “pacco abbigliamento” (calze, scarpe, pantaloni, maglietta, occhiali, cappello) che avevo previdentemente approntato la sera prima, afferro lo zaino contenente documenti, chiavi, telefonino e tutto il necessario per il volo…ed esco di casa in mutande, vestendomi sul pianerottolo per non svegliare nessuno. Una volta in strada guardo il cielo, lo vedo sereno e pieno di stelle, mi esibisco in un gestaccio trionfale, salto in macchina e…via verso Novi!

Oggi è il grande giorno: dopo all’incirca ventiquattro rinvii, tremilasettecento SMS, duecentosettantotto telefonate, diciannove telegrammi, sette fax, due lettere minatorie e un pacco-bomba all’ENAC sembra che OGGI Stefano, Massimo ed il sottoscritto riusciranno a sostenere il tanto bramato esame di pratica. Per rendere le cose un po’ più “succose”, però, la sede d’esame sarà Foligno, buen retiro del Comandante Laureti, il nostro Esaminatore Designato, che ha indicato oggi – la vigilia di Ferragosto! -  come unica e ultima data utile prima delle sue ferie; dopo, chissà.

Grazie al generosissimo Vittorio (“Ma chi me l’ha fatto fare?”, si sarà chiesto mille volte) abbiamo a disposizione il TB-10 I-ODKF (subito ribattezzato…censura! – chiedere direttamente all’Autore) con il quale voleremo fino a Foligno; tempo previsto poco meno di tre ore, da qui la decisione del turpe appuntamento antelucano delle 06.15.

Alle 5.45 mi fermo all’autogrill dei Giovi: doppia brioche con cappuccino, giusto per mantenere la linea. Alle 6.10 entro nel parcheggio dell’Aeroclub e mi guardo intorno. Sono il primo? Mentre osservo la pista illuminata dalle prime luci dell’alba vedo una tenda montata a fianco del distributore di benzina: imbacuccato come un keniota in Antartide sporge la testa Massimo, che impiega un paio di minuti per mettere a fuoco i dintorni, poi esce a salutarmi. Non si sa perché, parliamo sottovoce.

“Vittorio è arrivato ieri sera, e ha dormito in roulotte” mi sussurra il Campeggiatore; per cercare di capire se è già sveglio, o per svegliarlo senza grossi traumi, ci avviciniamo in punta di piedi al mezzo per carpire qualche rumore: niente. Giriamo intorno alla roulotte: la porta è socchiusa; guardiamo dentro e vediamo tutti i vestiti di Vittorio belli in ordine sul tavolino.

Delle due l’una: o il nostro Istruttore Emerito è impazzito e sta correndo nudo come un verme per le pianure del Basso Piemonte o – come forse più giustamente suggerisce Massimo – è andato in bagno dentro l’hangar. Mentre stiamo organizzando un giro di scommesse clandestine su questa vicenda, un rumore di motore ci conferma che anche il terzo Aspirante-Comandante è arrivato.

Recuperato Vittorio, che si è cimentato in una rasatura a contropelo che neanche i tosatori australiani, e ora è liscio come il culetto dei bimbi della Pampers, apriamo le porte dell’hangar (o per meglio dire stramazziamo tentando di farle scorrere sui binari) e cominciamo il puzzle degli aerei: “Allora, tira fuori il Dimona anzi no mettilo lì a lato, sposta lo Stinson fuori a destra sul piazzale…ecco, ora il Robin fallo ruotare di 77° a sinistra ATTENTO AL TIMONE DEL GITO!…ora alza l’ala del LimaLima...un po’ a destra…passa rasente l’IDOT…caz…che testata! Fermati lì. Tu prendi il KiloFox, tiralo fuori…ecco ora rimetti a posto IDOT, LimaLima, Gito…”, e così via fino ad una soddisfacente disposizione finale. 

Si richiudono i Portali, un rapido ma esaustivo controllo al TB-10, un po’ di benzina “meglio pieni che rotti” e siamo pronti per il “boarding”; la sorte mi favorisce come passeggero del sedile anteriore. “Via dall’elica”, doveroso riscaldamento, rullaggio, strumenti azzerati, palmare settato, telefonini pronti a filmare l’evento, e alle 07.23 ci stacchiamo dalla 36 diretti verso Foligno.

Qualche deviazione per evitare temporalucci in formazione, Vittorio che ci spiega tutti i “piloni” che vengono normalmente utilizzati in gara (ma ci arriveremo mai noi, fin qui, senza motore?), paesaggi che ci scorrono rapidamente sotto la carlinga, macchine incolonnate in autostrada che si beccano i nostri gestacci, cumulonembi minacciosi “seminati” con perizia, un passaggio radente su Perugia… e ben presto ci appare l’aeroporto di Foligno con la pista asfaltata nuova nuova di prossima inaugurazione (primi di Settembre). L’esordio non è dei migliori: dopo ripetute richieste di contatto sui 119.50, Vittorio fa spallucce e atterra per la 35; radio muta anche durante il rullaggio verso gli hangar, mentre un capannello di persone a terra ci guarda come dire “Ahò, e questi, cheffanno cchevvonno…checcaz…?”. Entrati sul piazzale di cemento, disponiamo l’aereo sui segnali e fermiamo il motore. Non appena aperto il portello, ci viene incontro un tipo che ci mostra una radio e la oscilla come dire “Ecché, n’c’avete una de queste?”. Vittorio, serafico come un serafino, 

dice “Centodiciannoveecinquanta?” e si becca uno sbuffante “…ecinquantacinque!” che sottintende senza dubbio un “…e all’anima de li mortacci vostri”. Altre spallucce.

Scendiamo e cerchiamo di darci un contegno. Quasi subito notiamo che qui il Direttore della Scuola nonché Istruttore Capo è una Istruttrice, e anche abbastanza come dire…volabile! Ci dirigiamo infatti sorridenti verso di lei per conoscere…tutti i segreti dell’aeroporto e degli alianti su cui vola, e per poterne apprezzare da vicino sia la preparazione che la presenza in linea. Giusto per guastarci il momento ludico ci viene presentato il Comandante Laureti, che decide di non perdere tempo e ci ingiunge di andare nell’hangar a prendere l’aliante che utilizzeremo per la prova pratica. Seguiamo un volenteroso pilota-schiavo del Club, che ci guida dentro un capannone in lamiera ondulata convenendo con noi sulla…preparazione dell’Istruttrice ma riconoscendole anche un caratterino definito “di tutto rispetto”; ad un tratto solleva un velo polveroso e ci rivela…un ASK 13 decrepito, in confronto al quale il nostro Lima Lima è un gioiello da collezionisti. La tela del rivestimento è consumata oltre ogni dire, tutti i tagli/screpolature/buchi sono stati  riparati con grossolane pezze di vetroresina, applicate probabilmente da un muratore schizofrenico con il morbo di Parkinson.

Massimo nel frattempo immortala l’avvenimento con telecamera e macchina fotografica digitali; è da questa mattina alle 06.15 che non le spegne, ed ha già raccolto materiale sufficiente per quattro documentari naturalistici e due siti per voyeur.

Bene o male riusciamo a trascinare quel che rimane dell’ASK 13 in linea; in ordine rigorosamente alfabetico il primo a salire è Stefano Ferrando. Laureti è già seduto, imbragato e imparacadutato, e suda come una salsiccia sulla graticola; fa ampi cenni di sbrigarsi al pilota trainatore. Il pilota tende il cavo e a metà pista piazza il Robin in “candela” e decolla in verticale da vero bastardo; i cigolii del povero aliante si sentono fin da terra, ma Stefano non si lascia sorprendere più di tanto. Osserviamo la fase di traino, lo sgancio, le manovre previste e ben presto il sottovento, la virata in base e l’atterraggio in testata pista 17. Il sorriso a 124 denti del nostro “commilitone” non lascia spazio a equivoci. Promosso!

Massimo filma. Quando non filma, fotografa. Uno stoico dell’obiettivo. Osservo però che controlla ripetutamente una spia della telecamera. Mah…

Tocca a me. Mai pilotato un ASK 13, neanche sul simulatore del computer. Prendo posto e cerco immediatamente di regolare la pedaliera; niente, bloccata a metà corsa. Laureti mi dice “Ah sì, questa più giù non va!”. Cerco almeno di mantenere un contegno: mi tolgo con classe il ginocchio dalla bocca, effettuo tutti i controlli di rito ad alta (e un po’ stridula) voce, chiedo conferma al Comandante e chiudo il cupolino, che mi sbatte sul cranio. Tutto si svolge a velocità triplicata: il traino è già lì? Ma sono io con il pollice in alto? Caz… ci stiamo muovendo! E questa barra là in fondo? Dove cade l’ala? I pedali mi sembra di averli sotto il sedere! Perché non si alza? Ah è vero…la barra va tutta indietro! Acc…si alza troppo! Dritt..dest…sinist…CALMA!  E di colpo sono dietro al traino. Chiedo scusa a Laureti per il decollo non troppo ortodosso, ma lui mi rincuora paterno, riconoscendo che “Questo aliante fa un po’ schifo”.

Sganciamo e dopo aver eseguito senza intoppi le manovre richieste, Laureti mi dice di fare quel che voglio basta che atterri in testata pista per non perdere tempo con traini a terra. Calcolo il vento (forte, da Sud), la penetrazione all’aria di questo oggetto volante (probabilmente pari ad un cubo di Eternit ondulato), mi dirigo quasi subito sottovento, faccio l’annuncio radio e comincio a pensare a quando virare. Laureti mi dice “Io virerei adesso perché altrimenti non arriviamo in pista”; mi permetto di borbottare “Secondo me siamo un po’ altini, ma lei conosce senz’altro meglio sia le condizioni dell’ambiente che questo aliante” ed effettuo la virata in base. Siamo alti. Mi sembra di vederlo sorridere, il Comandante dice “OK, avevi ragione tu, siamo alti; facciamo così, sei promosso ma porta giù questo affare in testata pista!”. Fuori tutti i diruttori, una bella picchiatona a 130, richiamata appena in tempo, chiudo-un-pochino-i—diruttori-perché-sennò-caz..-non-ci-arrivo e… sbam! La macchina quasi-volante si arresta di fronte agli astanti.

Stringo la mano al Comandante che mi conferma la promozione, firmo il rapporto con mano tremolante e lascio il posto a Massimo che, trattenendo una lacrima, mi confida “Con il tuo atterraggio – peraltro incompleto - è finita la batteria della telecamera! Sigh!”; si siede e decolla più veloce della luce.

Povero Massimo! Ha filmato anche i ragni dell’hangar di Novi e ora non può avere una prova visiva del suo volo d’esame. Durante il suo traino massaggio la batteria, me la scaldo tra le mani (provo anche altri posti notoriamente più tiepidi, ma non ditelo a Massimo!) e proprio mentre il pseudo ASK 13 si presenta in base per l’atterraggio provo ad accendere la telecamera. Miracolo! Un frammento di atomo di Volt mi fa la grazia, il display si illumina e riesco ad immortalare il contatto con il terreno (parlare di “atterraggio” è forse un po’ troppo…) del nostro amico giusto in tempo prima che tutto si spenga definitivamente con un suono di Game Over.

Rimandiamo i festeggiamenti, accettiamo le congratulazioni di tutti, ci rechiamo in segreteria a pagare i voli (con l’importo dei quali avremmo potuto donare un nuovo aliante al “Fulvio Padova”), e senza por tempo in mezzo ci rituffiamo sul TB-10 pronti ad affrontare il volo di ritorno, con un morale decisamente alle stelle. Questa volta la radio è opportunamente sui “…cinquantacinque” e KiloFox saluta Foligno e decolla per la 17. 

Una volta in volo, Vittorio ci confida che per non precipitare sulle Alpi Apuane forse dovremo fermarci tipo a Lucca o giù di lì per fare benzina. Decidiamo di arrivare a Borgo San Lorenzo, sede dell’Aeroclub Volovelistico Mugello. Abbiamo anche un pochino di fame. Massimo e Stefano non hanno neppure fatto colazione, e le mie brioche sono ormai un lontano ricordo.

Appena entrati nella valle dove dovrebbe trovarsi l’aviosuperficie veniamo salutati da un bel temporale e, dopo una dozzina di 360° a bassa quota che neanche il Barone Rosso, Vittorio riesce ad atterrare tra gli acquitrini e la fanghiglia; veniamo salutati da alcuni membri anziani (tipo che non si reggono in piedi: uno trema così tanto che lo tengono ancora come socio solo per fargli fare le oscillazioni d’ala per le 100 ore degli alianti) che contattano gentilmente l’aeroporto di Tassignano per conoscere la meteo. Là sembra sia buona, allora chiediamo se ci possono vendere un po’ di benzina, giusto per volare fino a Lucca senza patemi; dopo un paio di “No, assolutamente…anche se...però…forse un pochino…vediamo come…va beh dai una ventina di litri ve li possiamo dare!” ci riempiono una tanica di avio, vendendocela ad un prezzo che in un aeroporto normale sarebbe bastato per il pieno del Concorde.

Decolliamo in un trionfo di schizzi di fango e giriamo la prua verso Lucca, dove atterriamo finalmente su una splendida 28 asfaltata.  Rulliamo fino al distributore e “facciamo il pieno”, per pagare il quale cerchiamo inutilmente di vendere il nostro corpo sulla Tangenziale; alla fine utilizziamo una dozzina di carte di credito e ben presto stiamo sorvolando la costa in prossimità di Marina di Carrara. Il tempo sui monti sembra ancora “bello preso”, così costeggiamo fin quasi a Genova, dirigendoci poi per l’interno verso Novi; come in un sogno finito bene intravediamo l’Italsider e dopo qualche minuto l’ultima virata per la 18 ci deposita sul piazzale.

Un’altra partita di Domino Aeronautico “togli questo metti quello sposta l’altro”, e il fragore delle porte chiuse ci conferma la splendida realtà! Siamo Piloti! In un torrido 14 Agosto, dopo quasi sei ore di volo, praticamente a digiuno e belli disidratati, un mal di testa feroce per la fame, la tensione, il volo, il vento, la fatica…ma siamo Piloti!.

Non ci sono parole per ringraziare Vittorio: quello che ha fatto va ben al di là dei normali “doveri” di un Istruttore, ma surclassa anche quello che parecchi “amici” sarebbero stati disposti a fare. Qui si parla di entusiasmo, di eccezionale disponibilità, di una vera e reale volontà di assistere e seguire persone che si sono affidate a lui confidando nella sua abilità; si parla però soprattutto dell’Umanità che ha dimostrato sempre e ovunque: in linea, trainando, spiegando, cazziandoci, volando con noi, riparando, controllando, portandoci lentamente per mano durante un’ideale evoluzione da poveri Bipedi Terricoli ad estasiati Uomini Volanti.

Parafrasando il celeberrimo “Ufficiale e Gentiluomo”, quindi, lanciamo idealmente in aria i nostri cappelli urlando:

“Evviva Vittorio Borgo che ci ha fatto spuntare le ali!”

Ringraziamenti

 Un Grazie a Massimo Vigliotti per il video e le foto ripresi durante questo Viaggio Iniziatico; ne ho tratto un DVD che può essere visionato “su appuntamento”. 

 Grazie inoltre a Stefano Ferrando per averci creduto fino in fondo, insistendo e coinvolgendoci tutti quanti (noi tre…) in un martellamento telefonico e verbale indirizzato a moltissimi soggetti (Vittorio, Segreteria, Presidente, ENAC, Aeroclub…)  passibile a tratti di sfociare in reati di Reiterata Molestia punibili dal Codice Penale.

Un altro Grazie al Presidente ed alla Segreteria dell’Aeroclub Fulvio Padova, oltre ovviamente agli altri Soci; senza una collaborazione combinata di tutti, semplicemente, non ce l’avremmo fatta in tempo.

 …E per buon peso, ancora un GRAZIE a Vittorio.

 Ci incontreremo tra i cumuli, adesso… 

Stefano Lasagna

 

N.B.: A parte gli elogi finali a Vittorio ed i ringraziamenti vari, veri più del Vero, il presente articolo è stato scritto con evidenti intenzioni satiriche. E’ sola responsabilità dell’Autore se qualcuno si dovesse ritenere offeso da qualche parola, frase o situazione; sarà però sola responsabilità dell’Offeso quella di non essere stato in grado di discernere tra la voglia di ridere e far ridere, magari un po’ sopra le righe, ed una reale volontà offensiva o polemica.

 

Esami 24 Settembre 2006


24 Settembre -  Esami per 5 nuove Aquile di Novi

 

"Domenica 24 Settembre 2006, dopo la sessione estiva di Foligno (vedi sotto), cinque nuovi Allievi  del nostro Aeroclub sono stati valutati idonei dall'Esaminatore Damino Ceriani.

Nella foto, oltre alle nuove aquile, i due Istruttori Damino e Vittorio, fiore all'occhiello dei Club di Voghera e Novi .

Auguri ai cinque nuovi "Comandanti":

Angelo BARONE, Vittorio RENA, Paolo SINICO, Giuseppe TROVATO, Fulvio VENTURA

Cena dei Brevetti 2006


Brevetti 2006


Novi, 22 Ottobre 2006

Grande cena sociale per festeggiare i neo brevettati dell'anno e consegnare loro i tanto attesi attestati.  Dopo un'insipida giornata autunnale, che non ha piegato però i tanti nuovi piloti impegnati in prove di durata a 300 metri sull'ILVA di Novi, la serata ci ha ripagato con gli interessi.

Una fantastica cena, curata dalla cucina della premiata ditta Stefania & Partner, fiumi di barbera e tante... tantissime discussioni a tema volovelistico.











Ieri, Io non ho volato, ma a forza di raccontare episodi di volo in vacanza, in quel di Albenga o di Fayence, mi è sembrato di rivivere gli incredibili momenti, di risentire sulla pelle la sensazione della termica "forte", che ti prende, molto prima che il vario se ne accorga. Negli occhi di chi mi ascoltava, vedevo brillare l'entusiasmo e la voglia di provare... c'era molta energia nell'aria !



In conclusione, la nuova stagione ci vedrà più ricchi di ben 13 nuovi Piloti, giovani e meno giovani, ma tutti gasatissimi, pronti a buttarsi tra le nuvole...











lo Squadrone "sfornato" da Borgo nel 2006 è stato premiato da Vitttorio stesso, dal secondo Istruttore Giuseppe Gandolfi e dal Presidente Maurizio Quintarelli. Insieme a  loro, per arricchire il tavolo Vip, anche il Responsabile di secondo periodo Vittorio Squarciafico e l'amico istruttore di Voghera Damino Ceriani. 

il Team 2006:

Raffaele ADINOLFI, Gianni BIAGI, Bruno FERRAZZA , Ennio FRATTINI, Fabio MACELLONI, Angelo BARONE, Vittorio RENA, Paolo SINICO, Giuseppe TROVATO, Fulvio VENTURA, Stefano FERRANDO, Stefano LASAGNA, Massimo VIGLIOTTI.

Complimenti a tutti e per voi il rituale augurio...... in becco all'aquila !

 

    

Cena sociale 2006


 Cena sociale 2006

 

2 Dicembre 2006,

Serata di gala presso l'agriturismo CASCINA DEGLI ULIVI nei dintorni di Novi Ligure, per festeggiare la chiusura dell'anno volovelistico 2006 in compagnia di molti amici e soci del nostro sodalizio.

 











Oltre all'ottima cena, abbiamo condiviso mille parole, risate, ricordi di volo e infine, i molti premi offerti dalla direzione del Club per ricordare i successi dell'anno e per la prima volta, anche gli insuccessi.












Viene assegnato infatti anche il premio meno ambito di tutti, al Socio pilota che con un maldestro atterraggio ha distrutto il mitico I-NOVL, fortunatamente senza farsi alcun male. Peccato che lui non fosse presente per affrontare con ironia la folla acclamante.


Vengono ricordati i chilometri volati nell'anno (che sono proprio tanti), le missioni più impegnative, il volo più lungo, la partecipazione ai Campionati del Mondo Di Vittorio Squarciafico che ha portato il nome del nostro Club in terra Francese.
















Che annata il 2006!  forse la più generosa degli ultimi anni, in quanto a nuovi innesti, preparati e brevettati in gran numero dalla Scuola del Club, capitanata con l'entusiasmo di sempre dal nostro Vittorio Borgo, coadiuvato dall'ottimo Gandolfi.

La sala gremita e il clima spensierato sono testimoni della compattezza di questo gruppo, unito dalla stessa passione, fatto di giovani e di "maturi" piloti, tenuto insieme con forza e dedizione dai Soci volontari che da sempre si impegnano, affinché solo il tempo avverso possa impedirci di aprire le porte dell'hangar e schierare il linea la nostra flotta.Auguro a tutti buone feste e lunga vita al nostro Club!  e... che nessuno osi mettere in pericolo ciò che generazioni di Piloti hanno costruito.FS

Foto di Gruppo Soci 2006


 

Cena Sociale 2008


 

la CENA dei "Campionissimi"

 

29 Novembre 2008,

e anche quest'anno è giunta l'occasione di brindare insieme alla fine della stagione di volo.

Il ristorante dei "Campionissimi", attiguo all'omonimo Museo di Novi, era pieno in ogni ordine di posto e i numerosi Soci dell'ASD "Volo a Vela Novi", hanno così trascorso una splendida serata in amicizia.

 

E' stata l'opportunità per festeggiare i neo brevettati, che dal prossimo anno si uniranno ai più esperti, nel condividere fantastiche ore di volo.

E' stato il momento per ricordare i successi sportivi dell'anno, le migliori performance e perché no, anche gli insuccessi, che non potranno però mai cancellare la determinazione e l'impegno messi in gioco.

E' stata l'occasione per ringraziare tutti, Soci e Dirigenti dell'ASD per questo anno, non facile, di vita sociale, trascorso insieme, costruito insieme giorno per giorno, fortemente e caparbiamente concluso insieme.

 

 

Non resta che fare gli auguri per le imminenti festività Natalizie, l'anno nuovo si avvicina e con esso, sale forte il nostro urlo di sempre...  in becco all'aquila !!!

 

FS

Dic.2011 - i 100 di Luciano


Tanti auguri Luciano, nostro N. 1!

Sabato 26 Novembre 2011,


La giornata è cominciata presto; d’altronde è tutta la settimana che non dormo più di tre o quattro ore a notte. Agli impegni di lavoro, che in questo periodo sono gravosi e ansiogeni, si sono sommate le ore notturne trascorse davanti al computer per preparare il videoclip celebrativo del compleanno di Luciano.

100 anni, un traguardo per molti irraggiungibile e lui, Luciano, lo ha realizzato nel modo migliore, sempre volando, fin d'ora 79 anni… trainando i nostri alianti a bordo del fedele PA18 o del Robin, con indiscussa perizia e affidabilità raramente eguagliata dai più giovani.

Questa mattina sento avvicinarsi l’evento; mancano poche ore alla cena sociale che vedrà riuniti quasi 100 ospiti, tra Soci e parenti, per festeggiare la fine della stagione di volo e insieme, il compleanno eccezionale di Luciano.

Non sono ancora le otto, quando mi accorgo che forse abbiamo sottovalutato l’organizzazione tecnica della celebrazione… e se il ristorante non avesse un impianto audio adeguato?  Se mancasse proprio tutto il necessario per parlare agli amici e farsi sentire? Affronto questo dubbio con la solita ansia organizzativa e partono le prime telefonate a Paolo e a Carlo e ad amici vari per assicurarmi il massimo supporto e soluzioni di backup…

Arrivato al campo trovo Vittorio e Pino, oltre ad altri soci mattinieri che sono pronti per il sopraluogo in quello che sarà il ristorante della nostra grande serata, del nostro momento insieme.

In pochi minuti siamo su posto, la cascina “La Federica” sulla strada per Villalvernia a Novi; un posto fantastico, un casolare con tanto di cappella privata, cavalli bradi, l’immancabile cagnone che pigro ti viene incontro… un’immagine fuori dal tempo per gente come me, abituata allo stress di Milano, dei budget, degli obiettivi da raggiungere a tutti i costi, delle risorse che non bastano mai.

Nell’ora che segue, molta ansia si andrà diradando. Grazie all’abilità di tutti e ai supporti multimediali offerti dalla casa. Istalliamo il videoproiettore, accendiamo i PC, proviamo l’audio… è tutto perfetto! Ora posso rilassarmi un pochino…

Il resto della giornata, trascorre veloce… insieme al nostro Presidente Vittorio (forse più agitato di me), la preparazione delle premiazioni, l’ultima controllata agli argomenti che dovremo spiegare ai Soci in occasione dell’assemblea di approvazione del preventivo 2012, la lista dei premiati nella serata, la verifica dei premi stessi… c’è tutto, non resta che aspettare.

L’incontro del pomeriggio con i Soci è un piacere, l’affluenza non è la solita e la sala, come si suol dire in questi casi,  è gremita in ogni ordine di posto.

Si capisce che, più che i numeri di conto economico ha attirato la presenza del nostro campione centenario e  quindi non c’ è da stupirsi quando verso la fine dell’intervento, scatta un applauso dal fondo e lui entra nella sala, accompagnato come sempre dalla figlia, con il suo stile sobrio, sempre pacato e quel sorriso leggero sulle labbra, di chi sa apprezzare le cose semplici e può dire di averne viste tante… Luciano Modena.

Un’ora più tardi ci trasferiamo tutti al ristorante che si dimostra veramente all’altezza della situazione; il personale preparato ed efficiente, ci accoglie per un buon aperitivo a base di prosecco, tartine ed altre lecornie fatte in casa.




Gli ospiti sono veramente tanti e io e Vittorio, ci accorgiamo che siamo un  po’ emozionati; non è la solita cena, è evidente, forse saranno gli invitati numerosi, forse saranno gli ospiti dei Club vicini di Torino, di Voghera, che ci hanno fatto il piacere di vivere con noi questa serata, forse sarà la presenza di Aldo Cernezzi venuto a celebrare l’evento a nome della stampa aeronautica, o di amici che non vedevamo da tempo… ma in realtà sentiamo tutti la forza di questa serata magica, impreziosita dalla presenza silenziosa e leggera di questo “omino”, tanto minuto nella corporatura quanto grande nell’animo e nel portamento.


La cena è stata una vera festa, cibo ottimo, buon vino, tante risate tra i tavoli e interventi al microfono di Vittorio e miei per coinvolgere tutti e far scattare il sorriso e la battuta, per celebrare e ricordare i momenti salienti di questa bella stagione di volo ma anche ridere insieme delle nostre stramberie, dei nostri vizi e difetti, portati con ironia in piazza, tra un piatto di ceci in brodo e una fetta di vitello in salsa di spinaci.

   

Tanti premi per i nostri Piloti, che si sono messi in luce nell’anno grazie all’attività di volo e ai risultati sportivi, ma anche un applauso a chi, senza mai chiedere nulla, ha saputo donare il proprio tempo e le proprie capacità a servizio del sodalizio; tra questi Vittorio, Pino e  Franco, instancabili amici che, come si suol dire, se non ci fossero… bisognerebbe inventarli!

     


E’ alla fine, il tanto atteso momento… si abbassano le luci, chiedo un attimo di silenzio e sulla parete alle spalle di Luciano che si gira curioso, inizia a scorrere il video della sua avventura centenaria.

Una raccolta di foto, addolcite dal bianco e nero, per scorrere 100 anni di vita, dall’infanzia all’età del militare, naturalmente in aviazione… il giovane Luciano in divisa riempe lo schermo, mentre la musica avvolge le immagini in una sapiente cornice d’altri tempi.

Passano gli scatti della gioventù, poi quelli della famiglia che inizia a prendersi il suo spazio, la moglie, figli e nipoti, la vita insieme; ed infine la maturità, le gare di Rieti, la vita al Club, il grande amico Giorgio…

100 anni sono tanti e noi assistiamo emozionati allo scorrere di queste immagini, insieme a lui.

Non posso non chiedermi cosa starà pensando in questo momento, sarà anche lui emozionato come lo sono io? Sarà felice per i traguardi raggiunti o il pensiero starà andando agli amici che inevitabilmente lo hanno lasciato?

Mentre scorrono questi infiniti 2 minuti e 27 secondi di video, io di nascosto lo osservo mentre fissa la parete a testa in sù e cerco di catturare uno sguardo, un movimento del viso che restituisca la  risposta alle mie domande.

Niente da fare, non avverrà.

Anche questa volta non scoprirò il suo segreto… 

Non avrò questo premio; Luciano, come sempre è lì, con il suo sguardo curioso mai turbato, sempre sereno e gentile, sembra pensare… “che bravi questi ragazzi, ma come avranno fatto a mettere insieme queste vecchie sbiadite foto? domani voglio capire un po’ meglio come funziona questo sistema, questo programma per catalogare le cose e legarci la musica...”.

Alla fine, prima lentamente e poi sempre più impetuoso, scatta l’applauso della folla che non riesce a trattenere una lacrima di commozione e uno slancio di affetto verso il Pilota numero uno della nostra Associazione.

     
     
     

Siamo stati bene insieme ieri sera e chi era presente, credo che si porterà sempre nel cuore il ricordo di questa indimenticabile serata, la certezza di aver vissuto un piccolo evento, aver condiviso un attimo di storia centenaria.

Grazie a Vittorio per aver voluto questa serata e a tutti i partecipanti,

Francesco         video (22MB)

p.s.

Tutte le foto sono state scattate e offerte dal nostro abile Paolo Trabucco

 

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