Albenga 27 gennaio 2007



Gennaio ad Albenga

27 Gennaio 2007,

Dopo tre deludenti missioni, sotto grigi cieli carichi di umidità, terminate lucidando ali, trafficando nell'avionica e rifocillandoci con il fritto misto della trattoria Rosalina, finalmente...  una splendida giornata di sole, con venti moderati e temperature decisamente sopra la media.

Già la sera prima, l'usuale SMS aveva promesso il buon volo del giorno seguente e quindi, di buon mattino, siamo già sul campo carichi di entusiasmo.

l cielo è blu che di più non si potrebbe e gli alianti a bordo pista, attendono il loro turno per portarsi sul costone a Nord del campo.

I

Uno dopo l'altro, il Robin dr400 I-ITAS, pilotato da Luca, ci parcheggia sulla cima più alta e da li, come da manuale, ci spostiamo con precauzione lungo il crinale verso ovest.  

Vittorio e io, riusciamo a lavorare bene le deboli termiche invernali e con una pazienza infinita, ci guadagnamo la quota necessaria per avvicinarci al Colle di Nava e ai pendii innevati sopra Ormea.

Ma oggi l'alta pressione non vuole farci superare il "coperchio", che a 1.850 metri non consente ulteriori performance. Ci accontentiamo; e dopo due o tre tentativi oltre la valle di Nava, decidiamo di goderci il panorama che da nord a sud si apre alla vista.

Al termine di un'accesa discussione radio, Vittorio mi convince che all'orizzonte la sagoma sul mare è proprio la Corsica!

Sono passate quasi tre ore dallo sgancio ed è ora di smaltire la quota e avvicinarci al campo, non prima di aver fatto un passaggio sul mare, verticale dell'Isola di Gallinara. 

Dopo quasi un mese di astinenza, oggi torniamo a casa veramente appagati, speriamo che sia solo l'inizio di una fantastica stagione !

 

FS

 


Sala Briefing Albenga


 

Da anni l'Aeroporto di Albenga ci ospita per regalarci splendide giornate di volo e di sole, al riparo dal clima rigido della pianura e spesso consentendoci quote interessanti e inattese per il periodo. Per volare ad Albenga però è corretto familiarizzare con la pista e le poche semplici regole che abbiamo condiviso con gli operatori ENAV e la Società di Gestione dell'Aeroporto.

Per questo motivo ho provato a costruire un sintetico briefing, che senza la presunzione di essere esaustivo, ci aiuterà a memorizzare le procedure utili al volo in  sicurezza.

Prima di tutto familiarizziamo con il campo: 

Albenga è dotata di una pista di quasi 1.400m orientata est/ovest a 45 m. QNH .  In pratica le montagne dove operiamo sono a Nord e il mare, alla destra del campo, è insolitamente a Est.

Per raggiungere la testata pista 09 (B), gli alianti percorrono una taxiway di alcuni centinaia di metri, partendo dal parcheggio di fronte all'hangar (A) o nel prato antistante e passando di fronte al piazzale principale e alla torre di controllo.

La pista orientata 09/27, leggermente in discesa in direzione est, è fornita di luci di pista ai bordi che per noi sono veri e propri ostacoli da tenere sempre sott'occhio in fase di rullaggio e di atterraggio.

La frequenza radio : 123,85  

A sud dell'Aeroporto è situato un ippodromo (C) che è il nostro riferimento per la procedura di prenotazione e smaltimento quota. A Est leggermente scostato è situata la caserma del 15° Nucleo Elicotteri dell'Arma (D).

 



Prepariamoci al decollo:

Appena possibile spostiamo gli alianti in testata 09 e li parcheggiamo  sul prato, a destra e a sinistra del raccordo, senza invadere mai la pista, assicurandoci che siano sempre liberi 16m a destra e a sinistra della riga di mezzeria. Per far questo utilizziamo un'auto "la Biga Alianti", appositamente allestita con lampeggiante e Assicurazione adeguata (min. 5 mio €). Via radio siamo costantemente in contatto con la torre di Albenga, che ci autorizza di volta in volta a percorrere il raccordo.

Biga:

L'attività della Biga è fondamentale per il coordinamento efficiente dei movimenti a terra; chi resta in biga, ha l'obbligo e la responsabilità di non perdere mai il contattato radio con la Torre, che in qualsiasi momento potrebbe richiedere informazioni o interventi.

La biga è l'interfaccia tra chi è in volo, spesso su una frequenza diversa da quella del campo, e la torre; in caso di richiesta dovrà assicurare il "ponte radio" con gli alianti in volo.

La Torre si fida della Biga e conta sulla tempestività d'intervento in caso di atterraggio corto di un aliante, con conseguente impegno momentaneo della pista.

Take off:

Al momento opportuno (circa verso le 13,00) iniziamo l'attività allestendo i traini e spostando gli alianti uno alla volta centro pista. occorre effettuare due chiamate alla torre:

1) prima di spostare l'aliante dal prato, chiediamo l'autorizzazione ad "allineare al punto attesa (riga gialla)" 

2) quando siamo pronti, chiediamo "l'autorizzazione all'allineamento per la pista 09".

Ad ogni passaggio il Traino, sgancia il cavo sulla pista prima di toccare terra ed è compito della squadra, recuperarlo e liberare la pista (attenzione a non dimenticarlo a fine voli).

Sarà solo un uomo, munito di giacchino fosforescente (quelli da auto in panne) che dovrà recuperare il cavo al lato nord della pista 09.

Due uomini invece, spingeranno l'aliante a centropista per l'aggancio cavo e l'assistenza al decollo, pronti a rientrare oltre la riga gialla appena decollato.

Per comodità, tutto il materiale utile al rullaggio degli alianti (pivottante, barra, cavi...) è posizionato con ordine sul prato e pronto a essere utilizzato dalla Biga (che attende in testata e in contatto radio sia con la torre che con gli alianti in volo) in caso di recupero per liberare la pista dopo l'atterraggio.



In Volo:

dopo il decollo, il traino compie un'ampia virata a sinistra e guadagna quota compiendo un lento 180°, passando su Albenga e risalendo le colline che diventano montagne, fino allo sgancio che avviene a circa 1.000m a ridosso di un costone assolato.

A questo punto è buona norma comunicare alla torre lo sgancio avvenuto e appena possibile il cambio di frequenza: " Albenga aliante D-6159, passa sulla frequenza del volo a vela 123,375, richiamerà al rientro ".

Albenga ci saluta e ci prega di ricontattare la torre almeno 10' prima di iniziare la l'attraversamento della piana in direzione del campo.



Inizia il Volo vero e proprio, e da questo momento dobbiamo guadagnarci il sostentamento, sfruttando le termiche di pendio e la dinamica, quando la brezza da sud investe il pendio ben esposto. A volte i cumuli consentono salite anche a centro valle, più spesso, deboli e strette termiche ci daranno la possibilità di allenarci a dovere.

Guardandoci intorno, impariamo a conoscere il territorio: a Ovest la Valle di Albenga si incunea verso Pieve di Teco e il Colle di Nava. A Sud oltre l'aeroporto si apre la stretta valle della Garlenda, un "classico"  parcheggio a fine giornata prima di avvicinarsi alla prenotazione.

In qualunque momento, mantenendo la cresta del pendio, siamo sempre in planata sul campo e con un ottimo margine.



Ricordiamoci sempre che stiamo facendo un volo di allenamento e quindi è inutile prendersi dei rischi. Se la giornata è favorevole si volerà per almeno due ore, ma se non si sta sù non rischiamo di perdere quota preziosa... non esiste alcuna possibilità di alternato fuori campo.

La Procedura di avvicinamento e atterraggio:

Appena ci accorgiamo che non riusciamo più a sfruttare il pendio a NW, quando stimiamo che manchino 10' all'attraversamento della piana (circa a quota 800QNH) è imperativo rimetterci sulla frequenza del campo (123,85) e avvisare la torre delle nostre intenzioni e della quota. Da questo momento è obbligatorio restare in frequenza, la Torre ci contatterà frequentemente per conoscere la nostra ultima posizione.

Il Volo sta volgendo al termine e dobbiamo gestire il traffico di rientro, accelerando la procedura di prenotazione e sottovento per lasciare margine a chi deve atterrare dopo di noi. Evitiamo di atterrare "in gruppo" anche perché è indispensabile liberare la pista e in gruppo è... più difficile.

E' consuetudine effettuare la prenotazione sull'Ippodromo, partendo da una quota di almeno 400m e lasciando per il sottovento con 200m QFE.

Per consentire alla torre di organizzare gli eventuali atterraggi con veicoli a motore in avvicinamento, è tassativo contattare la Torre e chiamare la prenotazione 5 minuti prima del sottovento.



La procedura ideale prevede l'atterraggio per la 27 con circuito sinistro, in quanto gestendo bene il sottovento, non oltre la soglia pista 27, e il punto mira (poco dopo la metà pista), rullando veloci sull'asfalto, è possibile avvicinarsi al raccordo se non addirittura uscire in velocità, liberando immediatamente la pista. In caso di vento forte da est, si rende indispensabile atterrare controvento per la 09, effettuando un circuito destro, passando sulla collina a nord della Garlenda, con un sottovento di poco oltre la soglia di pista (se c'é vento...). Attenzione ai rotori di sottovento che in questo caso si fanno sentire. La Biga alianti deve essere pronta a intervenire per liberare la pista velocemente, sempre in contatto radio con la torre.

 

In chiusura, solo una nota che riguarda la procedura da seguire in caso di arrivo di un volo IFR mentre stiamo gestendo gli atterraggi:
In questo caso la Torre ci informerà per tempo sull'orario stimato di arrivo del volo IFR, che mai in nessun caso ci deve vedere spiralare in prenotazione sull'ippodromo o sul Monte Pisciavino (qualunque quota), in generale nel settore sud del campo. Infatti la procedura di riattaccata dell'IFR passa proprio sulla Garlenda e nel caso, il cielo deve essere libero da traffici.

Quindi ci comporteremo come segue: 

1) Se siamo ancora in volo sul costone nord e valutiamo che non ci siano rischi di perdita di quota,  restiamo in volo senza problemi. 

2) Se siamo già in prenotazione quando la torre ci avvisa dell'IFR o stiamo perdendo quota e stimiamo di finire in prenotazione in pochi minuti, acceleriamo immediatamente la procedura di atterraggio e liberiamo cielo e pista senza esitazioni.

 

Ringrazio chi avrà avuto la pazienza di leggere queste note e auguro a tutti buoni voli invernali.

FS

Fayence 25_04_2007



Aprile
 a Fayence... spettacolo!


Non è la prima volta che vengo a Fayence, eppure questa mattina come tante altre mattine, sono teso e concentrato. La giornata è partita troppo presto, all'orizzonte dietro il profilo dei monti a nord, si intravedono formazioni di cumuli già alle 10 del mattino... non penso sia un buon segno.

Ieri è stata una giornata interessante, guastata però sempre dal vento da est portatore di aria umida e mal disposto rispetto ai pendii. Troppo presto i cumuli hanno degenerato in temporali sparsi e tutti i piloti in volo si sono accontentati di raggiungere Barcellonette con un occhio attento alla rotta di rientro.

La serata infine, ci ha visti tutti riuniti  insieme alle mogli, in quel del Ristorante dell'Aerodrome, pronti a mischiare i resoconti e le difficoltà incontrate nel volo di giornata con boccali di birra, bistecche e l'immancabile dose di allegria. 

Non esiste miglior rimedio, per dissipare l'adrenalina del volo, che scaricare la mente, facendo lavorare le mascelle, in compagnia di un bel gruppo di amici, magari davanti ad una pizza sfornata dalla celebre "Maison BIBO"... finché la stanchezza non prenda finalmente il sopravvento, regalando ai Piloti il sonno del giusto.

 

 

 

 

 

 

 

 

Ma torniamo a oggi, gli alianti dello squadrone di Novi sono già ben disposti in testata "10"  e attendono il momento del decollo. Io ripasso mentalmente il tragitto tentando di ricordare a memoria l'orografia che più tardi potrei dover identificare a colpo d'occhio.

Palmare, Computer di bordo, Anticollisione DSX, cartina con i campi atterrabili e le vette più significative, acqua, barretta energetica... spruzzatore decongestionante per il raffreddore (ancora in agguato)... tutto è al suo posto, controllato e ricontrollato eppure non riesco a rilassarmi.

Forse sarà l'incognita del volo sui monti più alti, affascinanti e pericolosi, sarà l'incertezza di un volo dal perimetro ancora indefinito, di certo l'attesa del decollo mi logora e mi costringe a pensare a cosa potrei fare in caso di un fuori campo lontano o se dovessi perdermi tra questi monti che conosco solo in parte e da una prospettiva alta e sicura.

Non è la prima volta che volo a Fayence e il modo migliore per scacciare i pensieri cupi è ancora una volta ripassare la carta e simulare mentalmente i primi passi  del volo di oggi.

Finalmente è ora di muoversi, mi preparo in attesa del traino, il Pony "GX" mi aggancia e in pochi secondi mi sono mangiato la "grand dure" la striscia in asfalto di destra e sono proiettato in aria, con un rateo di salita degno di una catapulta. 

L'ansia si scioglie finalmente... sono nuovamente in volo e tutto sembra più semplice e chiaro, allo sgancio un bel +2,0 m/s, rotondo e costante, mi accompagna a quota 1900m. Davanti a me, contro ogni previsione, una perfetta strada di cumuli mi invita a lasciare la valle sicura di Fayence e spostarmi prima sopra il Séranon  e poi sul Teillon... la quota è già rassicurante, oltre 2.500m.

Il gruppo decolla a sua volta e per radio iniziano ad affollarsi i contatti e le richieste di informazioni sulla posizione e sui ratei di salita. Siamo troppi e come è normale che sia ci sgraniamo, sparpagliati tra chi deve ancora districarsi con la salita (i più giovani) e chi, più esperto, è già pronto per lasciare la vallata di Fayence per conquistare le cime più a nord.

Livio e Dino si muovono sicuri ma con cautela, il "grande chirurgo", in arte Luca S. è attratto dalla gravità e ri-sperimenta il finale sul fuori campo di Logis-du-Pin... ormai è di casa!

 

 

 

 

 

 

D'altronde ieri il recupero è toccato al "President" in persona e, insieme a Livio, abbiamo affrontato il viaggio infinito e il recupero del Ventus di Maurizio sul bel campo di La Mure.

Ma oggi è un'altra storia, Io e Vittorio, ci allontaniamo dalla Mure, proseguendo poi sul Cavallo Bianco e più su ancora sul Col d'Allos pronti ad attraversare la valle di Barcellonette.

 

 

 

 

 

 

 

Passiamo per primi, con una buona quota sopra i 3.000, e puntiamo al Grand Bérard che non ci tradisce regalandoci uno splendido 3,5 m/s fino a 4.000m sul mare.

 La quota è rassicurante e sempre seguendo il percorso energetico segnato dai cumuli, attraversiamo il Col de Vars  per portarci sul secondo settore di St. Crepin e poi sul col d'Izoard.

Da qui in avanti la massa d'aria è decisamente più scarsa e dopo un rapido consulto, decidiamo di tornare sui nostri passi e ricongiungerci con Livio e Dino, poco distanti. Nel tragitto, vista la quota confortante, ci avviciniamo al Monviso per ammirarne il profilo e godere ancora un pò dell'incredibile scenario innevato.

 

 

 

 

 

 

 

Il gruppo è nuovamente compatto e Vittorio ci propone una deviazione verso ovest, tanto per arricchire il bel volo e provare l'alternativa alla montagna con la pianura di Vinon e più in là, in lontananza, il Mont Ventoux.

Partiamo baldanzosi ma ben presto l'entusiasmo lascia lo spazio ad una certa apprensione, i cumoli sono modesti, e i valori decisamente spompati... dopo poco capiamo che la gita a ovest è off-limit e anzi sarà un bel casino riuscire a rientrare al campo.

Lasciati alle spalle i +3/4 metri/s della montagna ci troviamo a succhiare lo 0,2 sulle rive del lago di St. Croix... nessuno fiata, la concentrazione e massima e resettati i parametri, ci mettiamo pazienti in planata verso Fayence, con un occhio al computer e l'altro all'altopiano del campo militare de Canjuers a sud del Verdon... assolutamente vietato al sorvolo!

Per fortuna è Domenica e non sparano! forse però non gradiranno la salita che sono costretto a recuperare proprio sopra le caserme della cittadella militare... non ho alternative e quindi decido di infischiarmene, al rientro se necessario mi prostrerò in scuse.

Ormai è fatta, computer e occhi mi convincono che ho la quota per chiudere il volo... dopo oltre cinque ore trascorse, immerso nel paradiso del volo a vela, non sono nemmeno stanco. In pochi minuti atterrano anche Livio,  Dino e Vittorio, quest'ultimo ancora una volta, ottimo padrone di casa e guida sicura.

 

 

 

 

 

 

Grazie agli amici di Novi per questa gita magnifica che ha ridato carica al nostro spirito, da troppi mesi sacrificato dalla modesta meteo invernale.

FS


Albenga 2008-9


Albenga... la GRANDE !

16 Novembre 2008:  giornatona !

Prima missione e subito inauguriamo la stagione con una giornata splendida e soleggiata.

Già al mattino, sembrava buttar bene, con una temperatura primaverile (20°) e una leggera brezza da est, primo richiamo della valle,  verso i monti a ovest del campo.

Insieme agli amici, Roberto, Stefano F., Marco e ancora Stefano L. ci prepariamo sul prato, gentilmente predisposto per noi in Aeroporto.

Poi cambia il vento, rinforzando da nord, arriva il nostro Robin da Novi, tirandosi dietro il K21, pilotato dai Soci dell'ASD e dall'istruttore Luca Melchiorre... e finalmente di decolla.

Il traino è turbolento, e subito staccata la ruota da terra, il vento scarroccia l'aliante spostando il treno in linea col vento; seguono cinque minuti di botte, salti, testate e sbattimenti vari, con tutti i nervi tesi e la mano sulla barra attenta a non scomporsi rispetto al traino ballerino.

Non vedo l'ora di sganciare e finalmente è il momento... "Tacc !" ... e sono libero.

Ma il costone non sembra funzionare, d'altronde me lo aspettavo, con il vento da nord che tira a quasi 40 km/h.

La cresta è molto turbolenta e, scendendo, sono subito sottovento in piena discendenza... meglio scappare verso il costone a sud, davanti alla Garlenda... e speriamo di non atterrare prima del traino !

Non sono ancora arrivato a metà valle, sul prolungamento della pista a meno di 10 km dal campo, che un falchetto sulla mia sinistra mi segnala un buona salita; lo seguo e appena sotto, parte un sano "metrino".

All'inizio non costante ma poi sempre più stabile, la salita tra poco lascerà spazio alla quiete del laminare, con questo vento, quasi una certezza.

Così è stato e grazie all'onda delle alpi liguri, guadagno lentamente una bella quota. 

 

E' un laminare strano questo di Albenga, non un fronte ortogonale al vento, bensì singoli punti da sfruttare spiralando controvento fintanto che l'ascendenza tiene, per poi farsi scarrocciare indietro e riprendere la salita, con pazienza, senza fretta e godendosi il panorama.

 

Raggiunti i 3000 mi sposto sulla neve, meta di sempre, per godermi lo spettacolo delle cime innevate e il panorama da nord a sud a perdita d'occhio. Le alpi e la Corsica, sono a portata di mana e "Boom !!!" , una salita a +3 m/sec, tanto inaspettata quanto apprezzata. Qui, poco sotto il Pizzo d'Ormea, il laminare è ancor più intenso... fantastico !

Oggi tutti hanno volato con +/- soddisfazione, anche se la giornata, a onor del vero,  non era facile come potrebbe sembrare dalla cronaca, il falchetto iniziale ha fatto la differenza e sono convinto che l'allenamento continuo e "qualche ora" passata a raschiare i larici su questo catino mi hanno certamente aiutato.

 

22/23 Novembre Weekend eccezionale !

 

due giornate al di sopra delle aspettative, un weekend sicuramente memorabile su tutto l'arco alpino, visibilità a perdita d'occhio, pressione bassa, fhon e venti in quota, in sintesi... una figata!

Sabato, il gruppo degli alianti si arricchisce con l'arrivo del tardivo Bufa, detto "l'altissimo", che battezza la sua stagione con un volo d'onda a quote stellari (e ci siamo persi gli ultimi neuroni!).

Domenica, prima la delusione per la mancanza di vento e la copertura, poi l'euforia per le salite "rubate"  sui pendii a nord e le termiche fuori stagione.

 

Il pendio, dorato di betulle, restituisce una leggera ascendenza, costante e senza turbolenza; mentre poco sopra, si formano alcuni tardivi cumuletti, segno inequivocabile della rotazione dei venti dal nord secco dei giorni scorsi, al libeccio più umido della sera... un vero piacere in chiusura di giornata.

 

 

 

 

 

 

Due giorni spaziali, che hanno consentito a tutti di volare, privati e soci in ASK21, sotto l'occhio attento del nostro Istruttore Luca Melchiorre.

Alla fine, c'è chi a bordo del K21 si è permesso di atterrare con le luci di pista accese! 

una nuova bella emozione in chiusura di una giornata già molto ricca. 

FS

 

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