Racconti
Onda su onda
La prima onda
Ore 9,00 e siamo già sul campo di Torino Aeritalia, prima anche dei Torinesi !
Durante gli ultimi chilometri, Tarchi e Bufa non hanno perso mai di vista quei piccoli batuffoli che timidamente accennavano a formarsi all'inizio della Val Susa... o forse più il là.
La giornata è fantastica, il vento e la pioggia dei giorni scorsi hanno lasciato spazio ad un cielo blu a contorno di uno scenario alpino finalmente imbiancato dalla tanto attesa neve.
Montiamo velocemente i nostri alianti e anche il Ventus di Squarcia, che dopo aver sbrigato una visita di lavoro (con sveglia alle 5 del mattino), arriverà di corsa poco dopo, rischiando di restare senza gasolio per la fretta.
Lo Stage a Torino è iniziato nel migliore dei modi, ieri Venerdì 22 Febbraio, consumato un giorno di ferie e sperimentata una prima oretta e mezza sul Musiné, Curt, e dintorni... nulla di eccezionale (per gli altri) ma sicuramente una buona occasione per me di saggiare l'orografia e ambientarmi con la zona e le procedure.

Oggi, sembra meglio, le nuvolette sembrano proprio rotori anche se il vento a terra non pare significativo.
Tutti controllano l'ossigeno e io... non sono attrezzato !
Non ho mai avuto il "problema" e non credevo proprio che mi sarebbe capitato oggi, al secondo giorno di Stage di dover preoccuparmi di questa evenienza, letta più volte sui libri e sulle riviste, decantata dai più esperti e sognata nei voli più belli ... il volo d'onda !
Invece sembra proprio che potrebbe essere la volta buona, ma che fare ?
potrei decollare ugualmente e se mai mi capitasse di salire ... potrei sempre decidere di fermarmi a 4.000 ... o forse no ! me la sto raccontando... se l'aliante dovesse agganciarsi al laminare chi avrebbe il coraggio di uscirne... di non provare a salire di più... sempre più in alto, sempre più lontano da terra ...
Un colpo di fortuna, risolve la situazione e mi toglie dall'imbarazzo: arriva Andrea Ferrero che in un attimo mi installa sul Discus la bombola di un collega e sono pronto per andare in linea.
Ore 13,29
Decolla Bufarello, proprio non riesce ad aspettare ancora un po', lo segue Dino con il suo LS8 e infine decollo io seguito subito dopo da Squarcia.
Durante l'attesa del decollo l'asw25 di Charlie ci informa che il rotore è più lontano del previsto e che occorrerà fare un traino lungo, contemporaneamente Bufa ha già bucato e anche Tarchi è in difficoltà, dopo aver sganciato a ben 1800 sul Musinè a causa del forte vento contrario che ha impedito al trainatore di fare più strada.
Quando passo sopra l'LS8 che spirala appena sopra il pendio del Musiné sono già a 1800 QNQ e dovrei sganciare ma decido di andare avanti e di puntare al "colletto" del Civrari... ormai la spesa è fatta e allora facciamo "31" ... costi quel che costi !
Il traino inizia a volare in maniera decisamente disordinata, sbatacchiando da tutte le parti e incredibilmente in discesa, faccio proprio fatica a stargli dietro e in questa valle che attraversa i due costoni, mi chiedo perché abbia deciso di non salire più... forse lo fa apposta per farmi risparmiare ?
Sono quasi arrivato su questo benedetto "colletto" e sono ancora a 1800 come prima quando improvvisamente il Robin schizza verso l'alto che a momenti rimango appeso... sono in difficoltà ad allinearmi... basta ! mi sgancio !
Inizia da danza:
Che botte ! alla seconda capocciata stringo le cinghie che quasi non respiro, tento di mettere il Discus in spirale ma l'anemometro schizza a fondo scala e poi a zero ! di stare coordinato non se parla...sento rumori e scricchiolii pazzeschi e anche la bombola dell'ossigeno, che avevo fissato e imbottito per bene, sbatte con violenza contro la fusoliera.
Rimango due volte senza fiato, quasi in assenza di gravità e i piedi non fanno più presa sulla pedaliera... mi sforzo di concentrarmi e di riprendere un assetto decente ma non se parla ! almeno starò salendo ?
Neanche per sogno ! mi sembra un'eternità che sto frullando e il mediometro mi urla un "bel" +0,5 m/s !!! siamo matti ... tutta sta fatica per nulla ?
Mi sposto più a sud, sempre sbatacchiato ma forse ora riesco a fare un giro completo positivo... +2 m/s... va meglio! +3 m/s ... -1 m/s ... di nuovo +3 m/s .. forse ci siamo riesco a guadagnare un po' di quota e supero i 2000 QNH.
... ora la salita e costante e riesco a controllare la confusione e gli scrolloni, guadagnando ancora quota supero i 3000 e a 3200 accade l'incredibile... la quiete dopo la tempesta, controvento tutto si ferma e ho l'impressione di essere in un'altra dimensione... finalmente ... incredibilmente... io, ancora allievo nell'animo, poco più che imbranato pilota domenicale... sono in onda !


Nel silenzio, accompagnato solo dal sottile fruscio del vento a 100 Km/h, salgo a fondo scala come in un fantastico ascensore panoramico, di quelli che si vedono nei film... +5 m/s per lunghi, interminabili minuti, ma non sembra vero... e la terra si allontana e le montagne, la cima delle montagne della Val di Susa iniziano a rimpicciolirsi come in un plastico, allargando l'orizzonte fino alle Alpi marittime e mi sembra quasi di scorgere il mare (forse è l'ossigeno !).

Già è meglio che sperimenti anche l'ossigeno, visto che c'é e che funziona !
Solo adesso mi accorgo che nessuno mi ha seguito e sono solo, un piccolo puntino in alto, a 5450 metri sul mare e mi piace, questa strana sensazione, questa soddisfazione... essere qui da solo, lontano da tutti e sopra tutti, sperando si salire ancora un metro, di restare quassù a pensare ai primi voli, solo due anni fa, alla fifa dei primi scossoni inattesi sul Libelle e a quella del primo rotore... di oggi ... la mia prima onda.

