D-KGAI


D - KGAI  mai così lontano

 

Ci allineiamo sulla pista di Celle (vai al sito),  un prato, dove i miei occhi immaginano i MC-109 che volano lì durante la II guerra mondiale, e ora siamo noi lì a dare motore per provare il Motorfalke.

 

 

Il pilota che ci porta in volo, è un signore anziano con un cappello da ferroviere che si diverte un sacco a volare sul “suo” Meno, lui lo conosce nei minimi dettagli, lo cura sia in hangar che in volo.

Il mezzo è preciso, stabile, sia strutturalmente che nel motore. Atterriamo, io e Vito ci guardiamo, OK è un affare la giornata è stupenda, partiamo subito.

Dopo la burocrazia telefoniamo in alcuni aeroporti, sembra che il tempo a sud, sud-ovest sia brutto, allora è a sud-est che andiamo. Allendorf la nostra prima meta, 219 Km.

    1. Siamo di nuovo in volo un po’ spaesati ci dirigiamo verso sud, tenendoci Harmansulla destra, guardando avanti a me penso se mai riusciremo a vedere il fumo dell’Italsider.

Ma devo restare concentrato sulla navigazione e sulle comunicazioni, la visibilità è decisamente peggiorata, il ceiling è basso e iniziano i primi rilievi, il terreno è tutto uguale, difficile prendere dei riferimenti sulla carta, la strumentazione per navigare è scarsa, non c’è nemmeno la pallina! E quando il segnale del GPS se ne va abbiamo bisogno di fare un paio di 360° per fare il punto della situazione. Davanti a noi una collina abbastanza alta che entra nelle nubi, ci chiediamo se è ancora sicuro continuare, o forse è meglio tornare a Celle dove probabilmente ci stanno aspettando.

  1. Il segnale torna, il punto sulla carta è giusto. Davanti a noi c’è un centro di volo a vela, si continua, passiamo da una valle all’altra, un fiume e un sacco di fattorie e campi di volo, alla fine ecco Allendorfsu di un altopiano, pista in asfalto 11/29, un giro per vedere il vento e scendiamo.

Non c’è nessuno. Frame Uli ed altre persone che puliscono davanti alla club house ci dicono che l’aeroporto è chiuso, e ci chiedono da veniamo e dove vogliamo andare.

Noi rispondiamo che arriviamo da Celle e che vogliamo andare in Italia. Loro si guardano sbigottiti e fanno una grossa risata, poi un po’ dispiaciuti (per la risata), ci offrono la possibilità di hangarare e ci danno un passaggio in hotel.

Alla sera siamo entusiasti della nostra prima vittoria e della macchina. Il paesino dove stiamo è perfetto, un posto da fata, incontriamo anche alcuni italiani che lì hanno aperto un bar.

 

Il giorno dopo è brutto, involabile, anche solo per fare tach an go sul campo, forse domani sarà meglio, ci dicono in aeroporto, torniamo a piedi dall’aeroporto all’hotel, in teoria sono 5 Km ma passeggiando per la campagna tedesca sotto la pioggia sembrano il doppio.

In albergo facciamo il punto della situazione e decidiamo di muoverci verso sud. La, i WPT sulla rotta sono: Jossa, Werhreim, Hanumwraussen, Weipetshofen, Schafolde e Illertisen per un totale di 355 Km. Ma guardando fuori dalla finestra ci sono sì e no 50 metri.

Nella notte mi alzo almeno quattro o cinque volte per vedere se il cielo cambia, poi mi sveglia la luce rossa del sole sull’orizzonte, è l’alba. Il celing è altissimo. Visibilità spaziale. Si vola!

Partiamo a piedi verso l’aeroporto, facciamo carburante e si parte. Voliamo alti evitando i CTR e sotto di noi un sacco di ventilatori per l’energia eolica e sorvoliamo foreste a perdita d’occhio, grosse come da Novi a Biella, ma queste distanze non ci scoraggiano nemmeno con vento contro. 

 

Ora siamo agli ultimi 100 Km del nostro volo, ma improvvisamente la distanza davanti a noi si copre di nubi.. Restiamo soli in quell’oceano di cotone, è bello, sì, ma se piantasse motore, o molla il GPS, dove cadiamo?

Sotto di noi c’è un aeroporto, proviamo ad entrare sotto per cercarlo, le nubi arrivano molto vicine al terreno più di quel che si intravedeva dal di sopra, non lo troviamo e giriamo dentro questa vallata. Alla fine eccolo lì. OK. Andiamocene via ora, qui non va bene.

Attraversiamo le nubi tenendo come riferimento il sole. Eccoci di nuovo fuori, è meglio cambiare destinazione.

Ad una ventina di Km c’è un punto dove c’è visibilità. È una striscia pianeggiata riparata e una serie di rilievi. Atterriamo lì.

Siamo a Henback, facciamo subito carburante e in torre parliamo con un ragazzo che ci consiglia di passare dal lago di Costanza per aggirare la nebbia e le nubi che ristagneranno nel sud della Germania fino a primavera. Ci consiglia Danauseen come aeroporto da usare come tappa è ben attrezzato e con l’albergo.

Il tempo è ancora buono e ci separano solo 130 Km. Sono le 14,00, ce la possiamo fare.

Voliamo su una serie d’altopiani senza foschia, sorvolando castelli e i primi campi innevati.

Atterriamo per la 36 e dopo avere fatto carburante, parcheggiamo sul prato a fianco al piazzale dove c’è un bimotore e uno stupendo Antonov 2.

 

Alla sera ceniamo con trota alla griglia con salsa di funghi, cipolle e speck e come al solito, birra!

Al mattino ci alziamo presto. Per volare la giornata è buona, ma il nostro motoaliante giallo è coperto da uno strato di ghiaccio. Dopo averlo pulito, ci dirigiamo verso la Svizzera sopra il lago di Costanza. Come passiamo il confine due caccia F5 ci sfrecciano davanti, atterriamo A Flugplaz per fare carburante. Ci accorgiamo che oggi però attraversare le Alpi e atterrare a Bolzano è impossibile, il vento ad Innsbruck è 25 Km e a Bolzano piove.

Proviamo domani, così passiamo la giornata in Austria a mangiare pezzel, bere birra e cercare un paio di mutande della misura di Vito, le quali sono difficilissime da trovare in quei posti solo che dopo aver provato in un supermercato e in un negozio di tende abbiamo desistito.

è Mercoledì. La signora dell’albergo ci accompagna in aeroporto. Si è appena alzata la bruma, ma la giornata è buona.

 

Decolliamo e ci incamminiamo seguendo l’autostrada per Innsbruck. Andiamo sempre più alti grazie a Vito che sfrutta le tecniche del volo a vela. Riusciamo a fare 9000 ft in mezzo ai monti innevati.

Attraversiamo la zona di Innsbruck e arriviamo sul Brennero. Tutto coperto in basso nella valle, ma proviamo ad andare ancora giù verso Bolzano. Ora le nubi sono alte e si vede il fondo valle.

Scendiamo e dopo una lunga serie di burocrazie, ci rendiamo conto di essere a casa. Siamo felici.

Decidiamo che oggi forse possiamo arrivare a Parma. Discendiamo giù, verso il lago di Garda e arriviamo di nuovo nella pianura dove la visibilità cala e la copertura scende molto. Ecco Cremona, forse possiamo arrivare a Novi.

Le condizioni sono brutte ma c’è abbastanza visibilità, basta stare bassi e così troviamo anche il tempo di giocare scoprendo un cimitero di aerei.

Passiamo Voghera e poi Tortona, seguiamo bassi l’autostrada poi, ecco Pozzolo e il fumo dell’Italsider, il campo.

 

Faccio un basso passaggio poi prende i comandi Vito che dopo un altro passaggio mette la ruota a terra, l’aereo pattina sul fango per un attimo, ma riesce a tenerlo diritto.

Parcheggiamo davanti all’hangar, a casa.

 

    

           Michele Albertario

 

 

 

Vola il Bambi


Vola il ... Bambi  -  

Ottobre 2002, 

una carrellata di foto per fissare questa grande giornata... 

...il primo volo.

Il Comandante Modena, lascia che Mario Puppi completi l'ispezione... mentre Robbiano insieme al nostro Capo Officina Carlo Bianchi, riflette sulle ultime modifiche da effettuare prima del collaudo



Uno sguardo in cabina mette in risalto la completezza della strumentazione e i dettagli delle rifiniture

Ormai tutto è pronto... la consegna dei documenti ufficiali... ancora un check e il Bambi, pilotato dal Comandate Robbiano, rulla verso la testata 36...

è il momento magico... il Bambi sfreccia deciso e accompagnato dalle luci del  tramonto, Robbiano si gode il suo primo volo...

...fantastico !!!

 

Cena Brevetti 1 Maggio 05


  L'organizzatore della cena... mia belandi!Il Taglio della torta               
                     La vera protagonista...
            Le aquile novelle... Occhio nei cieli!!  

Brevetti, le foto di Gruppo


 

Esami 31 Maggio 05


Esame, finalmente ! 

 

Il gruppetto di 6  (ex)  'allievi' di cui faccio  parte aveva gia'  'passato'  la teoria in un nevoso giorno di fine febbraio . Ma di sostenere la prova pratica.... non se ne parlava, nessuna notizia per tre lunghi mesi. Mesi passati a volare ed a tenersi in allenamento, anche in giornate in cui  nessuno si sognava di presentarsi in linea , con sguardi eloquenti dei 'bravi' (ma dove vai in una giornata cosi' ?) .

 

Ecco che finalmente la situazione si sblocca ; settimana prossima, esame martedi' !

cosi' eccoci di nuovo con i nostri pazienti istruttori Vittorio e Giuseppe  a provare viti, stalli,  manovre di emergenza, sentendo vivo l'effetto 'esame' ( e che non sono ormai piu' un ragazzino, ma sono anni che non ne sostengo uno ...).

 

Domenica sera, quello che e' fatto e' fatto, siamo pronti ( gli istruttori ci rassicurano, ma sara' vero ?) un flash : il briefing di teoria prima dell'esame !! dopo tre mesi molte cose , molte definizioni sono un po' appannate... lunedi' spendo alcune ore a ripassare il Bergomi .

 

Eccoci martedi' mattina : arrivo in areoporto.... per primo ! non c'e' ancora nessuno. E pensare che vengo da Genova ! faccio due passi sulla pista, cerco di prevedere quello che succedera'. Per fortuna dopo poco un altro 'collega' arriva :  sappiamo che l'esaminatore verra' solo al pomeriggio, ma pensiamo di fare un volo prima, magari...

 

Alle 11 ci siamo tutti, ed arriva una telefonata : l'esaminatore sara' in ritardo , ci sarete fino alle 20 vero ? Ovviamente si, ma siamo un po' sperduti. Il tempo passa in un'atmosfera dantesca : vaghiamo per il club, tra la pista ed il bar, in chiacchiere, lavoretti sugli alianti, ognuno immerso nei propri pensieri.

Ecco, e' arrivato ! briefing. l'emozione ci fa brutti scherzi, scommetto che avremmo avuto dubbi se ci avessero chiesto a bruciapelo la data di nascita... Ma l'esaminatore e' simpatico, ci mette a nostro agio, a volte sembra che 'incolpi' il nostro istruttore di quello che non sappiamo...

 

anche questo e' finito, via, in linea. chi va prima ? ci dividamo in due gruppi di tre : i 'lunghi' ed i 'corti' (ovvero quelli che non hanno bisogno dello schienale del ASK21, e quelli di cui ne hanno bisogno..) io faccio parte del secondo gruppo.

 

Parte alberto per primo ( e chi ci prova a fermarlo ?) tutti con il naso all'insu'.. ( a che quota sgancia ? quello era uno stallo ? fa la vite o no ? e' gia' in prenotazione ?) poi arriva a terra; veloci, il prossimo. 

Mi vengono in mente tutti gli errori che potrei fare, mi preparo con il 'seggiolino' come primo del secondo gruppo... ecco, pollice alzato, vai ! L'agitazione del momento mi fa scambiare un salto da 'buco' per il decollo.. un pollice di barra, nooooo! ero ancora lento ! l'esaminatore percepisce ( o non sara' stata una mia parolaccia scappata ? ) il mio nervosismo e comincia a chiaccherare, cosi' il traino prosegue tranquillo. Sgancia lui, basso, mi dirigo verso la pista chiedendomi cosa mi chiedera' di fare... ma cosi' basso ? ecco, vuole vedere cosa faccio a questa quota!  tringolino giallo, traverso la pista verso la prenotazione ( si', mi sono ricordato di fare la notifica...) circuito, virata finale lunga con correzione, mi do' del cretino....tocco terra.... arriviamo in fondo... mentre sto per aprire la cappottina mi da' la notizia : ok, promosso !!! scendo con le ginocchia che tremano, non me ne rendo ancora conto, ma dopo un anno dall'inizio del corso sono finalmente un pilota !!!

 

Marco Vladiskovic

 

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